chi sono

Caterina Perezzani

Sono nata del 2000 a Reggio Emilia.

Ho incominciato a fare i miei primi disegni frequentando le Scuole dell’Infanzia Comunali e da allora non ho più smesso di disegnare e di esplorare diversi materiali.

Poi ho frequentato la Scuola Steineriana e anche lì ho avuto la possibilità di utilizzare diversi materiali come la cera d’api, la creta, il legno, il feltro e di indagare le sfumature del colore (ma ricordo anche che quella scuola mi ha dato la possibilità di imparare a memoria e di recitare testi teatrali di autori classici che non ho più scordato). In quegli anni ho incominciato anche a plasmare quotidianamente la gommapane fino a sviluppare una buona manualità e velocità di realizzazione, facendo soprattutto dei piccoli animali.

Fin dalla mia prima infanzia ho anche “respirato” musica ogni giorno, essendo cresciuta in una famiglia di musicisti e a sette anni ho incominciato e sto ancora continuando, a studiare violino all’Istituto Musicale “Peri”.

Ho poi frequentato il Liceo artistico Chierici (indirizzo figurativo) dove ho approfondito soprattutto l’uso della creta. In quegli anni, oltre ai lavori richiesti dalla scuola, ho però sempre continuato a fare anche delle mie sculture: soprattutto animali fantastici ed altri “personaggi” inventati da me.

Ora sto seguendo un corso con lo scultore Mario Pavesi frequentando, a Novellara, il suo Laboratorio “La stanza di Afrodite”.

Caterina al Senato

Penso che il mio punto forte sia la scultura e voglio migliorare: amo toccare la materia e poterlo fare anche dopo che l’opera è conclusa. La mia specialità sono ancora gli animali: mi piace soprattutto riprodurre quelli più bizzarri e originali ma anche inventarne di nuovi. Ogni scultura che faccio voglio che sia “viva” e dinamica perché non vorrei che diventasse un semplice “soprammobile”. Mi piace pensare che ogni animale che faccio possa essere scambiato per un animale vero. Per questo amo molto mettere a fuoco i particolari che riesco a cogliere anche negli animali più minuscoli. Questo non significa che tutto debba essere fatto con la massima precisione:l’opera in questo modo non potrebbe più comunicare vita. Infatti credo che i particolari, anche se imperfetti, servano proprio a dare un’anima all’opera.

L’estate scorsa ho donato una mia scultura, una tartaruga marina di dimensioni reali, al Centro recupero Cetacei e Tartarughe marine della Laguna di Nora in Sardegna. La scultura è stata installata nel centro per sensibilizzare il pubblico al rispetto di questi animali che purtroppo muoiono per aver ingoiato la plastica che trovano nei nostri mari inquinati.

Sempre in Sardegna, che frequento da tanti anni, ho avuto la fortuna d’incontrare due volte nel suo studio, lo scultore Pinuccio Sciola che mi ha incoraggiata a continuare il mio percorso e mi ha fatto conoscere le sue affascinanti sculture sonore di pietra. Mi piace mostrare e regalare le mie sculture ai miei amici.

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